La scelta della
rappresentazione teatrale quale strumento di comunicazione e di crescita
relazionale, per dare valori alla vita e vita ai valori alla ricerca del
"senso", si fonda sulla consapevolezza del bisogno profondo di
espressione e di comunicazione proprio dei giovani:
- Si parte da un testo
che non pretende di legare alla pagina, ma che dà spazio alla creatività della
mente e del corpo.
- Si perviene ad una
" galassia di significati " da ricomporre seguendo una regia
collettiva che conferisca un senso nuovo mediante una logica partecipata da
tutti i protagonisti.
L'uso del teatro, o
meglio delle tecniche teatrali, ai fini comunicativi, pare rispondere a queste
esigenze più di ogni altra forma artistico-espressiva. Il teatro infatti
possiede un carattere formativo non conducibile a formule troppo scontate. Non
richiede mezzi tecnici raffinati né spazi o attitudini particolari. E' il mondo
del gioco e della immaginazione, ma poggia su una rigorosa progettualità. Come
in un gioco degli scacchi, possiede leggi ferree cui bisogna conformarsi.
Risponde, inoltre, a quel bisogno profondo di espressione e di comunicazione che
è proprio dei giovani come di ogni essere umano. Consente di partire da un
testo, da un evento o da un problema. Se anche parte da un testo teatrale non
lega alla pagina, ma dà spazio all'inventiva ed all'autonomia della creazione.
Un testo si elabora in riferimento a tematiche, argomenti, problemi che di volta
in volta emergono e s'intendono sviluppare.
Il teatro
inoltre si presenta come un fatto culturale di ampio respiro, permette il
coinvolgimento e la solidarietà di gruppo, porta al confronto e alla
consapevolezza del valore della collaborazione ed è uno stimolo alla ricerca.
Non esiste un copione da imparare a memoria né il rispetto dell'autore inteso
come aderenza fìlologica alla parola scritta. L'autore viene rispettato, ma in
un senso più sottile. Si ricercano le risonanze più profonde, le valenze
emozionali, i collegamenti storici e di pensiero, da rendere attraverso immagini
analogiche e metaforiche, mai naturalistiche (per teatrale si intende l'uso
delle tecniche del teatro di sperimentazione
degli anni '60/'70).
Il testo viene inoltre
rivissuto attraverso le esperienze dei giovani. Non ci sono quindi primi attori
né vengono richieste particolari attitudini rispondenti ad una teoria teatrale.
Chiunque lo desideri può partecipare e viene fatto agire in base alle proprie
peculiarità. Non si richiede quindi una dizione perfetta o un uso raffinato del
corpo. Per quanto riguarda la voce, si tenta però di studiare il rapporto tra
corpo e spazio, in modo che essa giunga allo spettatore, la cui funzione è
considerata essenziale. Se c'è inflessione dialettale, viene mantenuta e se
esiste un difetto di pronuncia, viene esasperato in modo da risultare
caratterizzante o passato sotto silenzio.
Si procede quindi ad
un censimento delle capacità dei singoli studenti, dallo sport alla danza, che
vengono usate nella economia dello spettacolo. Ai giovani si richiede perciò
soltanto di essere se stessi e di attenersi alle regole che la realizzazione di
un prodotto più o meno artistico esige. Vengono di volta in volta assegnati ai
giovani esercizi miranti a decondizionare la mente, potenziando l'espressivitá
del corpo.
Gradualmente gli
studenti imparano ad agire in maniera autonoma, liberandosi dalle scorie
della cultura di riporto. All'inizio infatti tendono tutti ad imitare questa o
quella trasmissione televisiva, ricalcando i linguaggi e gli atteggiamenti degli
autori maggiormente popolari. Gli esercizi di training e di warm up sono quelli
classici diretti anche all'uso della voce in rapporto allo spazio. Vengono
fornite delle tematiche in forma di gioco con indicazioni precise sulla
situazione da elaborare.
Si arriva così alla
costruzione di un non-testo che attende una operazione di costruzione o
codifica. Con l'attivazione di un percorso di senso, che passa necessariamente
attraverso le maglie di un vissuto individuale, i significanti acquistano una
logica contestualizzandosi in uno spazio che tutti i partecipanti (attori,
registi, spettatori) circoscrivono. Si attiva così il processo di
trasferimento, attraverso l'azione scenica, della personalità di ciascuno da
persona a personaggio: sembra pertanto opportuno definire il progetto,
sinteticamente, come
TEATRO COMUNICAZIONE
Esther
Fenizia Galdo